giovedì 7 aprile 2016

Un minuto con Dio - Realizzare la felicità

E' gioia piena o felicità intermittente? quindi sappiate cos'è possibile ottenere.




Se Dio ci dicesse in qualche modo, "avrai una casa come questa",  il modo migliore di prenderla sarebbe di credergli e non di mettere in dubbio ciò che dice.  Non è forse vero che i bambini credono in tutto ciò che gli si racconta?  Proviamo a pensare all'inverso, come ci sentiremmo se dicessimo a nostro figlio che a natale riceverà un regalo secondo le sue aspettative e lui non ci credesse?  Noi penseremmo che comunque non se lo aspetta, provando un pò di delusione per non aver potuto vedere nostro figlio felice. Quindi penseremo che il regalo non lo renda felice e che sarebbe opportuno non farlo. Ebbene è proprio questo credere in noi del bambino   che ci mette in obbligo di mantenere le promesse fatte! e il bambino in diritto di ricevere il regalo.    Se pensate a com'è con vostro figlio potete immaginare un pò meglio com'è Dio con voi, quale padre negherebbe a suo figlio di realizzare i suoi desideri se questo figlio merita perchè ha sempre realizzato quelli del padre   e lo ha reso orgoglioso e felice.. e già questo basterebbe a rendersi conto che è più difficile essere schiavi della nostra libertà di non credere che tutte le scritture che Dio nella incontestabile onnipotenza ha voluto arrivassero fino a noi e per noi, affinchè realizzassimo le sue aspettative, che decidere di non essere schiavo ma bensì osservante e praticante, lasciando queste incombenze di servire senza sosta il prossimo nostro a chi non crede in Dio, già perchè noi abbiamo altro da fare e di più importante...   realizzare il desiderio di nostro Padre  per questo lui ci aiuterà in questo, sa benissimo che abbiamo bisogno di soldi e che con poco tempo dedicato al lavoro non saremo felici e forse nei guai, ma cos'è più importante? realizzare la felicità di Dio, che ci renderà felici... o guadagnare la metà lavorando il doppio?  non è forse vero che più lavoriamo e più soldi dobbiamo dare allo stato?  non sarebbe meglio lavorare in onestà facendo il meglio che possiamo fare, lasciandoci il tempo per capire cosa Dio si aspetta da noi? e di praticarlo...  e soprattutto lasciare a Dio i pensieri di come arriveremo alla fine del mese, se non la possibilità di cambiare lavoro a favore di uno remunerativo, perchè se leggete noterete che tutto è già scritto affinchè questa sia la strada da intraprendere,  senza che mi metto a nominare i molti passi della bibbia, vi faccio riflettere leggendo Luca 10,38-42    Ricordandovi:  Chi è più meritevole di realizzare i propri desideri (qualunque essi siano) seppur nell'impossibile, se non chi rende felice il Padre nostro?  Non pensate a realizzare i vostri desideri usando ciò che vi ho detto,  perchè la vostra intenzione sarebbe realizzare i vostri desideri diventando poi una conseguenza forse addirittura scomoda quella di fare la volontà di Dio perdendosi cos'ì il senso, vi consiglio di non pensarci proprio a ciò che desiderate o addirittura a rinunciarci se effettivamente volete rendere Dio felice, quale amore più grande se non quello di rinunciare all'amore proprio per amore di chi amate? Già perchè poi è nei fattori ambientali ostili che si dimostra di credere a un principio, (Dio ci sta insegnando i principi di amare il prossimo) quindi non è detto che sarete gratificati, può anche essere che rincari la dose agendo sui fattori ambientali rendendoli ostili, giusto per vedere fino a che punto credete al principo, già perchè non dimentichiamo che sono importanti le ragioni per il quale ci comportiamo in un certo modo, la misericordia o il perdono sono un principio se fine a stessi ma se lo scopo era di entrare nelle grazie di Dio per ottenere ciò che desideravate non avete avuto ne misericordia e ne umiltà di perdonare ma solo egoismo.




Ingenuo:  1 Che conserva l'innata semplicità e purezza a causa della propria inesperienza; candido, innocente, puro: una ragazzina ingenua; è ancora troppo i. per capire certe cose
|| Che è privo di scaltrezza, di malizia; credulone, semplicione
CONT. furbo


Luca 10,38-42  

martedì 5 aprile 2016

Le sorelle Marta e Maria

Per leggere qui di seguito e necessario conoscere il passo :


Luca 10,38-42


Quante meravigliose occasioni per conoscere Gesù in questo brano, proviamo a esprimerle con l’ aiuto dello Spirito Santo insieme.Prima di tutto una piccola nota storica che ho appreso leggendo le altre riflessioni, di quelli che sanno di teologia e di storia, molto più di me : a quei tempi le donne non potevano partecipare nemmeno alle celebrazioni liturgiche, e quindi anche nel ricevere gli ospiti, le donne erano lì solo per servire, muta presenza di chi è escluso.Marta e Maria invece, erano in confidenza con Gesù,erano come i suoi discepoli, perché essere in comunione con Gesù,significa anche questo, essere in confidenza con Lui.Marta vuole che il Signore sia contento della sua accoglienza, prepara con grande cura tutto, non chiede aiuto, ma poi si stanca e si innervosisce perché la sorella non l’ ha aiutata, ed allora, sicura che il suo modo di fare sia quello giusto, cerca l’appoggio di Gesù, vorrebbe che Lui sgridasse sua sorella perché non ha partecipato al servizio.Maria, sicura che la sorella avrebbe provveduto a servire l’ ospite, ha approfittato di questo e si è seduta ai suoi piedi ad ascoltare Gesù che parlava ed insegnava, era così presa da quello che stava ascoltando che non si è nemmeno resa conto che la sorella si stava stancando.

 L’ atteggiamento delle due donne è molto simile al nostro, è;l’ atteggiamento di chi come Marta si prodiga e pensa che far bene tutto sia un suo dovere, ma non ascolta quella voglia interiore di fermarsi ad ascoltare il Signore, che però comincia a farsi strada dentro di lei e comincia a farla diventare nervosa e insofferente.Non si ferma Marta, ha voglia di fermarsi ad ascoltare, ma ci sono tante cose da fare e solo lei sa farle così bene lei sa servire il Signore,è un servire materiale e necessario il suo… A questo punto proviamo a vedere chi riusciamo a riconoscere in questo atteggiamento e quanto di noi troviamo, quanto siamo simili a Marta in questo nostro affaccendarci per fare qualcosa di buono per il Signore.Io sono brava - io so scrivere - io sa parlare - io so leggere - io so preparare l’ altare - io sono sempre la prima ad arrivare - io so fare stare buoni i bambini in chiesa - io non dimentico mai nulla …. sicuro? Marta Marta, hai lasciato il posto al Signore o vorresti entrare anche in quell’ostia? Prepari l’ altare e le letture, ma hai dedicato un po’ di questo tuo tempo prezioso per leggere la parola di Dio e per chiederti che cosa ti vuole dire il Signore? Si proprio a te, perché tu non ci crederai ,ma anche tu hai bisogno di Lui, di ascoltare e di far penetrare nelle tue ossa la sua parola, forse allora impareresti a non giudicare e a non condannare chi non è preciso come te nel servizio, o semplicemente chi è diverso da te. Forse ascoltando Gesù, sapresti che è venuto per tutti, che non parla per se stesso, ma per essere ascoltato e, se tu non lo ascolti, anche tu sbagli qualcosa, proprio come Maria che non si preoccupa di servirlo.E tu Maria? Dopo aver ascoltato, esserti immersa nell’ascolto della sua parola,dopo averla masticata, fatta entrare nel tuo cuore, averla meditata…. ti sei accorta che tua sorella era stanca? Ti sei accorta della sua muta richiesta di aiuto? Va corri da lei , da questa sorella in difficoltà ed aiutala, perché altrimenti vorrebbe dire che non hai saputo digerire la parola del Signore, che parla di comunione, condivisione e amore.Quante cose ancora ci sarebbero da dire, su questa semplice storia di Vita di Gesù, ma ognuno di noi, qui, può provare a scrivere la sua; quella del suo incontro personale con il Signore.La mia casa è sempre pronta? Sono sicura di volerlo accogliere ed ascoltare? Oppure ho troppo da fare per farlo?Per imparare ad amare Gesù, bisogna imparare a conoscerlo e a riconoscerlo in quello che facciamo.Possiamo chiederlo direttamente a Lui, non lasciamolo fuori dalla porta a bussare, apriamo il nostro cuore, e Lui verrà a riempirlo di doni che neanche immaginiamo.